Fantasy · Recensioni 2017

“The queen of the Tearling” – “The invasion of the Tearling”

Finalmente questa recensione è arrivata!!! Eh si lo so, ci ho messo un pochino per scrivere questa recensione, ma ho da poco iniziato il terzo e ultimo volume di questa saga fantasy e mi è sembrato il momento giusto ( praticamente un “ora o mai più” ) per recensirvi i primi due capitoli.
Sto parlando di una saga fantasy di uscita abbastanza recente, la Saga del Tearling,  composta appunto da tre volumi, che in ordine sono: “The queen of the Tearling”, “The invasion of the Tearling” e “The fate of the Tearling”… Oggi recensisco i primi due volumi, per tornare poi con la recensione del terzo e ultimo (quando e se lo finirò mai ahah).

 

TRAMA “The queen of the Tearling” : Il giorno del suo diciannovesimo compleanno la principessa Kelsea Raleigh Glynn, cresciuta in esilio, intraprende un pericoloso viaggio alla volta del castello in cui è nata per riprendersi il trono che le spetta di diritto. Kelsea è una ragazza determinata che adora leggere e imparare e che somiglia ben poco a sua madre, la fatua e frivola regina Elyssa. Kelsea sarà pure inesperta, ma non è indifesa: al collo porta lo zaffiro di Tearling, un gioiello dagli immensi poteri magici, ed è accompagnata dalla Guardia della Regina, un gruppo scelto di coraggiosi cavalieri guidato dall’enigmatico e fedele Lazarus. Kelsea avrà bisogno di tutti loro per sopravvivere alla cabala di nemici che cercherà di impedire la sua incoronazione con ogni mezzo, da sicari dai mantelli cremisi a tremendi incantesimi di sangue. Nonostante il suo sangue reale, Kelsea è ancora una giovane piena di insicurezze, una bambina chiamata a guidare un popolo e un regno dei quali non sa praticamente nulla. Quello che scoprirà nella capitale, però, cambierà tutto, mettendola di fronte a orrori inimmaginabili. Sarà un gesto semplice quanto audace a gettare il regno nel caos, scatenando la vendetta della tirannica sovrana della vicina Mortmesne: la Regina Rossa, una strega posseduta dalla magia oscura. Kelsea dovrà scoprire di chi fidarsi tra i suoi servitori, i nobili di corte e le sue stesse guardie del corpo. La sua missione per salvare il regno e compiere il suo destino è appena cominciata: Kelsea dovrà affrontare un viaggio alla scoperta di sé stessa e una prova del fuoco che la faranno diventare una leggenda… se solo riuscirà a sopravvivere.

Non vi metto la trama del secondo volume perché può contenere “spoiler”, e dato che è una trilogia voglio evitare di darvi troppe informazioni che potrebbero rovinarvi l’effetto sorpresa. Ma partiamo…

La narrazione inizia con la presentazione della nostra protagonista, Kelsea, che scopriamo presto essere l’erede al trono del regno del Tearling; tuttavia questa ragazza non è mai vissuta nella fortezza di questo regno con sua madre, ma da piccola fu portata in esilio in un cottage sperduto nella foresta ai confini del regno e affidata a due genitori adottivi, Barty e Carlin, che hanno provveduto a crescerla ed educarla, non nascondendole mai la sua vera identità; ovviamente Kelsea non ricorda nemmeno l’aspetto di sua madre, ormai deceduta.
Al compimento del diciannovesimo anno di età, le guardie della regina giungono al cottage con l’intenzione di scortare Kelsea fino alla capitale (Nuova Londra) e prepararla all’incoronazione. Ovviamente la ragazza non è proprio felice di abbandonare la sua vita tranquilla e spensierata, per di più si sente carica di responsabilità e piuttosto impaurita rispetto al suo ruolo di futura regina.
Fin qui, nessuna novità rispetto ai classici romanzi fantasy per ragazzi; tuttavia, un particolare che mi ha sorpreso e che ho apprezzato è come l’autrice ci presenta e ci descrivere la protagonista. Kelsea non è descritta come una ragazza alta, snella, con un viso troppo bello per essere vero, piuttosto ci viene presentata come una ragazza dai tratti comuni, anche un po’ sovrappeso; questo concetto è rafforzato dal fatto che i soldati della guardia reale non hanno nessuna reazione di stupore nel vederla, non sono accecati dalla sua bellezza, anzi sembrano quasi delusi dall’aspetto della ragazza.

Facciamo quindi la conoscenza dei soldati, in particolare di Lazarus, da tutti chiamato Mazza Chiodata, per via della sua arma che custodisce gelosamente, che sarà un personaggio importante e perennemente presente per tutta la durata dei primi due capitoli (e credo anche del terzo, spero!).
Ma perché occorrono numerosi soldati esperti per scortare la principessa alla fortezza? Ovviamente Kelsea ha dei nemici, ancor prima di diventare regina, primo fra tutti suo zio Thomas, attuale reggente del regno del Tearling, nominato tale alla morte prematura della madre di Kelsea, la precedente regina Elyssa; la reggenza dello zio decade proprio al compimento del diciannovesimo anno di età di Kelsea, anche se la protagonista è consapevole che il reggente non abbandonerà la sua posizione facilmente.
Durante il tragitto, che durerà diversi giorni, Kelsea si rende conto delle innumerevoli responsabilità che avrà una volta messo piede nella capitale, e della reale situazione del suo regno. Kelsea scoprirà ben presto dell’esistenza della Regina rossa, quella che sarà la sua nemica per tutta la durata dei primi due romanzi (e del terzo non ne ho idea, perché lo sto leggendo in questo momento), che siede sul trono del Mortmesne, il regno accanto il Tearling; la Regina rossa è una donna malvagia, che come tutti i personaggi cattivi desidera dominare tutti i regni conoscibili o comunque tenerli sotto il suo controllo; è descritta da tutti come una strega che, tramite una magia oscura, non può invecchiare ne morire.
Durante il suo viaggio verso la fortezza Kelsea farà la conoscenza dei membri della guardia reale che a turno le racconteranno numerosi fatti accaduti nel suo regno, in particolare le verrà descritta la precedente invasione del Tearling da parte dei soldati Mort (appunto, i soldati della Regina rossa). Inoltre Kelsea farà la conoscenza di un personaggio in particolare, Fetch, che avrà un ruolo essenziale all’interno della narrazione, che si presenta come un famoso assassino/ladro dall’aria misteriosa, di fatti nessuno ne conosce il vero volto.

Quando Kelsea arriva alla fortezza numerose saranno le sfide e le difficoltà che dovrà affrontare, iniziando proprio dalla sua stessa e legittima incoronazione; nonostante l’educazione ferrea di Carlin in merito alla storia e alla politica del Tearling, Kelsea si renderà conto delle esorbitanti problematiche economiche, sociali, morali (e chi più ne ha più ne metta) che spuntano fuori di giorno in giorno all’interno del suo regno. Tuttavia la ragazza cercherà sempre di agire con benevolenza, e si circonderà di consiglieri fedeli, primo tra tutti Mazza Chiodata, con il quale stringerà un bellissimo rapporto, quasi come fossero padre e figlia.
Nelle settimane successive al suo arrivo nella capitale Kelsea dovrà confrontarsi con le scelte, giuste o sbagliate che siano, prese da sua madre prima della sua preventiva morte, e molto spesso dentro di sé si troverà a mettersi a paragone con lei, a criticarla, a non comprenderla.
Ovviamente la sua nuova posizione di regina cambierà il carattere e le convinzioni della giovane donna, tanto da mettersi perennemente in discussione, tanto da arrivare perfino a voler dare la vita per difendere il suo regno. Ma i nemici della corona sono solo all’esterno o anche all’interno della fortezza? Numerosi saranno i tentativi alla vita di Kelsea, e lei imparerà pian piano a capire di chi fidarsi e di chi invece dubitare, ma cosa più importante imparerà a controllare i suoi istinti spesso dettati dalla rabbia.

Cosa importante da menzionarvi è che Kelsea possiede una collana abbastanza particolare composta da due zaffiri che possiedono poteri magici, poteri che lei riuscirà a capire solo con il tempo, e che non riuscirà sempre a controllare. Sicuramente queste due pietre avranno un significato importante, che spero sarà spiegato nel terzo e ultimo capitolo.
Grazie a queste pietre Kelsea riuscirà a viaggiare nel tempo, più precisamente a vivere intere giornate nel corpo di un’altra donna, Lily, vissuta secoli e secoli prima; questi tuffi nel passato saranno una parte fondamentale soprattuto del secondo libro, e scoprirete come passato e presente si fonderanno, e tutti i pezzi di un puzzle di cui non si capiva nulla nel primo volume della saga inizieranno a ricomporsi.
Tramite la narrazione della vita di Lily, che occuperà buona parte del secondo romanzo, capiamo lo spazio temporale/storico in cui ci troviamo: si prende come riferimento quello che nel libro viene chiamato “Il passaggio”, un fatto storico di cui non si capisce granché fino alla fine del secondo volume, perciò non sarò io a rovinarvi questa sorpresa, anche perché è forse uno dei punti più originali di questi romanzi. Vi dico solo che Kelsea vive in un’epoca che potrebbe essere paragonata a quella medievale, ma in che epoca siamo esattamente? Siamo nel passato o nel futuro? Il mondo di Kelsea è parallelo al nostro mondo contemporaneo?

Sicuramente una cosa che ho apprezzato molto di questo romanzo è il fatto che la protagonista ha sembianze umane… Mi spiego meglio: non è uno di quei personaggi costruiti sull’idea di perfezione che nella realtà non esiste, ma Kelsea è una ragazza assolutamente comune, non solo nell’aspetto fisico (scelta molto originale a parer mio quella di descrivere la protagonista con dei difetti comuni) ma anche per quel che riguarda il suo carattere. Ha dei difetti, come tutti noi, e soprattuto ha dei limiti; non è descritta come una sovrana invincibile, come quella persona a cui vengono le idee brillanti e risolutive all’ultimo secondo, è semplicemente umana.
Nel conoscerla, man mano che leggevo il primo libro e poi anche il secondo, mi rendevo sempre più conto di quanto Kelsea potrebbe assomigliare ad ognuno di noi, perché vedevo in lei le stesse difficoltà che tutti noi potremmo avere nel prendere qualsiasi decisione. Lei non affronta le situazioni con naturalezza e sicurezza, ma è logorata da sensi di colpa, dubbi, paure, cerca continuamente l’appoggio e il consiglio dei suoi soldati e delle persone che ha intorno; tenta continuamente l’approvazione di tutti, quasi come se cercasse di rendere fieri i suoi genitori adottivi, i suoi soldati, le persone che credono in lei.
E in tutto questo mare di dubbi, Kelsea si dimostra una giovane estremamente determinata e molto astuta; non si farà mai abbindolare da niente e da nessuno, rimarrà ferma sul suo ruolo di proteggere il Tearling; inoltre crescendo diventerà molto coraggiosa, sempre meno intimorita dalle difficoltà che dovrà affrontare ogni giorno. Pagina per pagina, vediamo come la Kelsea, da ragazzina del cottage, diventerà una donna e una regina, quindi assistiamo alla vera e propria crescita e maturazione di questo personaggio, che sembra appunto crescere insieme al lettore.
Veramente è una delle poche protagoniste donne che ho amato dalla prima all’ultima pagina, almeno in questi primi due capitoli.

La storia è narrata da più punti di vista, di cui quelli di Kelsea sono i predominanti ovviamente, ma questa impostazione mi ha permesso di inquadrare la storia al meglio, quindi è una scelta che ho piuttosto condiviso e apprezzato. Lo stile di scrittura è lineare, semplice, molto scorrevole, di stampo piuttosto descrittivo; il fatto di trovare intere pagine colme esclusivamente di descrizioni di persone, luoghi, fatti, è qualcosa che può piacere o meno, in dipendenza di ciò che siamo abituati a leggere o ciò che ci risulta meno noioso. A proposito di questo, ho trovato il secondo libro (soprattuto la prima parte) piuttosto lenta rispetto al primo libro, infatti la lettura di questo volume è andata più a rilento.

Un altro punto di cui voglio parlarvi sono i contenuti che troviamo all’interno di questo libro: non il un semplice racconto di come Kelsea riconquista il trono e di come regna sul Tearling, ma all’interno nella narrazione troviamo numerosi temi importanti trattati velatamente, tuttavia non superficialmente. Primo fra tutti, che emerge nel secondo romanzo, è il ruolo della Chiesa come istituzioni, ma si affronta anche il tema dell’omofobia e dell’omosessualità, quello dell’emancipazione femminile e della violenza sulle donne. Insomma, nonostante stiamo parlando di un romanzo di base fantasy, emergono numerosi argomenti attuali e ricorrenti nei secoli. In più, questo libro ha una forte componente morale, infatti fa presente al lettore l’importanza della lealtà, delle responsabilità che un re o una regina hanno verso il popolo, l’importanza del popolo stesso, e tutti questi richiami ad una società migliore non sono tanto distanti dal nostro ideale di Stato moderno; ho trovato l’intera costruzione di questo romanzo ricca di insegnamenti. Per farvi capire meglio, potremmo benissimo applicare le leggi del Tearling e le indicazioni di Kelsea all’interno della nostra società contemporanea.

Andiamo ora a parlare brevemente dell’aspetto estetico del libro in sé: è bellissimo!!! Si, come descrizione è molto breve ahah… All’interno del libro troviamo delle illustrazioni stupende che raffigurano particolari scene descritte all’interno della trama, e questa è forse una delle poche scelte che non ho condiviso perché rende molto “infantile” questa pubblicazione, ma è solo un mio parere.

Come avrete capito questi due libri mi sono piaciuti veramente tanto, più il primo che il secondo, ma solo perché quest’ultimo mi è risultato leggermente più noioso, ma l’intera storia è molto avvincente. Il fatto di non capire nulla fino a metà del secondo volume è per quanto mi riguarda un punto di forza, perché il dubbio stimola la curiosità ed è proprio la curiosità che ci invita a proseguire le lettura. Nel primo volume ci forniscono milioni di informazioni riguardanti ogni aspetto della narrazione, su Kelsea, sul Tearling, sul tempo in cui ci troviamo, sui zaffiri, insomma su qualunque cosa; nel secondo volume si inizia a capire qualcosa, ma comunque ci sono cose importanti della storia che spero verranno trattate ampiamente nel terzo e ultimo capitolo della trilogia.
Questa scelta dell’autrice di non fornire informazioni definitive fino alla fine è una scelta molto astuta e che io ho condiviso, perché in questo modo il lettore è spinto da una naturale curiosità a continuare la lettura della trilogia per avere tutte le risposte; questa non è una cosa scontata, ho letto molte trilogie e saghe che perdevano di entusiasmo man mano, perché risultavano poco originali e di poca fantasia.
Il mondo creato dalla Johansen è veramente complesso, come ho detto prima passato presente e futuro si mescolano e si confondono, e non si riesce mai a capire in che epoca siamo, perché le descrizioni ci portano a pensare una cosa e poi determinati particolari ci insinuano il dubbio. L’autrice ha preso una scelta di trama azzardata, ma ha creato un mondo veramente originale, per nulla scontato, e mi rendo conto di quanto possa essere stato complicato rendere tutto credibile e finemente intrecciato, ma posso dire che la Johansen è riuscita a incastrare tutto brillantemente.

Io non leggo molti libri fantasy, anzi oserei dire che non leggo proprio libri fantasy, ma mi sono imbattuta in questo perché rapita completamente dalla copertina, e non mi pento assolutamente di aver speso abbastanza per questa trilogia (perché costano 20€ l’uno); non vedo l’ora di concludere il terzo e ultimo volume, “The fate of the Tearling”, e ovviamente ho altissime aspettative in esso. Consiglio questo libro a tutti, grandi e piccoli, perché può essere considerato un fantasy alla Harry Potter, un fantasy senza età. Il punto forte di questa trilogia è secondo me il mix perfetto tra romanzo storico e romanzo fantasy che la caratterizza, oltre all’estremo caratterizzazione di tutti i personaggi, non solo quello della protagonista.
Leggete il primo volume e vedrete che ne rimarrete letteralmente rapiti !

VOTO: 8/10

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